Fonte: http://www.educationduepuntozero.it/politiche-educative/10-40181673222.shtml

Dopo decenni la dispersione resta un fenomeno rilevante, che può essere aggredito solo con politiche sociali coraggiose e di incentivo al lavoro affiancando l’operato della scuola.

Dopo anni di discussioni e progetti, siamo ancora qui a parlarne: non è un buon segno. Eppure tutto comincia da quei ragazzi “fuori”, fuori dalla scuola e dall’orizzonte delle occasioni.

Li chiamano “drop out”, per dire che sono scivolati fuori, appunto, dal percorso formativo che dovrebbe garantire loro un ruolo, un’identità, un futuro; e spesso anche dal sistema di regole, condiviso, che ordina la comunità: fuori, dunque, dalla società.

Secondo uno studio di Bankitalia, l’abbandono scolastico, nel nostro Paese si colloca al di sopra della media europea: a fronte di un 15% continentale, infatti, si rileva in Italia una percentuale pari al 20%. Ma quest’ultima sale drammaticamente se si guarda ai casi della Campania, della Sicilia e della Puglia. Nonostante l’impegno di chi lavora ogni giorno con dedizione, gli ultimi dati sono tutt’altro che incoraggianti: in Italia la dispersione scolastica varia dal 19,6 al 22 per cento, con picchi del 34% in Campania, una condizione patologica che sembra essersi cronicizzata….

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Fonte: http://www.educationduepuntozero.it/politiche-educative/10-40181673222.shtml

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