STORIA

L’esperienza one-to-one nasce per la prima volta negli USA (1986) dall’intuizione di Matilda Raffa Cuomo presidente onorario di “Mentoring USA/Italia” - Onlus.

“Il mio impegno nel Mentoring è cominciato nel 1986, quando mio marito mi mise a conoscenza dell'allarmante tasso di abbandono scolastico nello Stato di New York e della necessità di trovare una strategia vincente per incoraggiare i bambini a restare a scuola. Cercava idee che lo aiutassero ad affrontare il problema, e io gli dissi che tutte le mie esperienze come bambina, insegnante e madre sembravano convergere su una direzione: affiancare ogni bambino a rischio con un volontario adulto e formato che se ne prendesse cura, "un Mentore". Fu d'accordo, e insieme mettemmo in piedi un comitato di volontari provenienti da ogni parte dello Stato, esperti in tutti gli aspetti dello sviluppo infantile. Essi erano chiamati a progettare un piano d'azione, cosa che fecero con entusiasmo ed efficienza. Il Mentoring era destinato a diventare uno dei principali programmi governativi, indirizzato a bambini in tenera età, prima che cattive abitudini diventassero troppo radicate per essere cambiate. Si decise inoltre che il Mentoring su base uno-a-uno avrebbe assicurato migliori risultati.
Nel 1987, il New York State Mentoring Program fu lanciato come il primo programma Mentoring nel paese, coinvolgendo soggetti della scuola materna sino ai 14 anni. All'epoca, il Mentoring non era così conosciuto come oggi, perciò il nostro primo obiettivo fu quello di presentarlo ai Leader di comunità in tutto lo stato. Nel giro dei primi mesi, centinaia di dirigenti scolastici, insegnanti, politici e attivisti raccontavano ad altri potenziali volontari delle avventure di Odisseo e di come lasciò il suo amato figlio Telemaco alle cure di Mentore, suo fidato consigliere e amico. Ora il termine Mentoring è diventato di uso comune in tutti gli stati Uniti D’America. Il New York State Mentoring Program ha dimostrato di essere un modello efficace. Enfatizza un approccio di squadra che unisce genitori, insegnanti e mentori come i partner fondamentali per una sana crescita dei ragazzi. Se uno di questi aspetti è assente o disfunzionale, il bambino ha maggiori probabilità di avere una cattiva performance scolastica, di compiere scelte sbagliate e di non raggiungere pienamente il suo potenziale. Tanti ragazzi in America sono esposti ai rischi della droga, dell'alcool, della microcriminalità ecc, e coloro che non hanno nessuno a cui rivolgersi, hanno ben poca speranza per il futuro.
Io sono stata più fortunata di molti di questi ragazzi e, come tanti dei nostri mentori, volevo condividere la mia sorte con la gioventù travagliata di oggi. Come molte prime generazioni di americani cresciute negli anni '40, non ho frequentato la scuola materna, e ho cominciato la scuola con le elementari, come imponeva la legge. Al tempo, c'era scarsa interazione tra le famiglie e la scuola, e bassa tolleranza per gli immigranti non anglofobi, come i miei genitori. Ricordo il disagio di assistere all'imbarazzo di mia madre quando il direttore ci ordinò bruscamente di lasciare l'edificio perché ella non riusciva a compilare i moduli per l'iscrizione alla scuola materna. Mentre tornavamo a casa mi stringeva la mano, e io guardavo i suoi occhi pieni di lacrime per l'imbarazzo e la frustrazione. Questo episodio mi ha sempre ricordato del coraggio, della resistenza e dell'amore che le è stato necessario per crescere cinque figli. I mentori cercano di trasmettere qualcosa di quella forza a coloro di cui si prendono cura.
Quando ho cominciato la scuola a Brooklyn, ero timida e insicura, poco desiderosa di parlare o di affermarmi in classe. La prima persona che mi scelse per darmi l'incoraggiamento di cui avevo bisogno fu Mrs. Kulyer, la mia insegnante, che mi dedicò del tempo, mi fece sentire a mio agio, e condivise i miei pensieri su quello che avrei potuto fare da grande. Era la prima mentore oltre i miei genitori. Quando Mrs. Kulyer mi disse che sarei diventata una buona insegnante mi si aprì un mondo intero. Corsi a casa per dirlo ai miei genitori, e non ho mai dimenticato il suo consiglio. Anni più tardi, insegnavo in una scuola di Long Island. La fortuna di avere avuto accanto dei mentori mi ha insegnato che la rassicurazione di un genitore devoto può non essere sufficiente per un ragazzo, specialmente nella fase turbolenta della preadolescenza. Riflettendo sui miei anni come madre di cinque figli, mi è chiaro adesso che se fossi stata una donna solo preoccupata di badare a una famiglia e di guadagnarmi da vivere, la necessità di un sostegno esterno sarebbe stata essenziale. E la scuola sarebbe stata un buon posto per trovarlo. Per questa ragione il New York State Mentoring Program ha cercato e trovato forti alleanze nei direttori scolastici e nei docenti. L'immediato successo del programma era la prova che mettere i bambini al primo posto aveva un impatto su tutti gli aspetti della vita della famiglia e della comunità. Abbiamo imparato che i bambini, affiancati da mentori responsabili, dimostrano una maggiore confidenza e un maggiore interesse nella scuola, incrementando le ciance di portare a termine gli studi secondari e procedendo verso un'educazione superiore o verso un'occupazione soddisfacente. Tra il 1987 e il 1995 abbiamo aiutato diecimila ragazzi da Buffalo a Long Island attraverso lo sforzo prodigioso di migliaia di volontari provenienti dai settori più disparati: imprese, agenzie pubbliche, comunità.
Nel 1995, terminato il mandato di governatore di mio marito, il New York State Mentoring Program fu chiuso dalla nuova amministrazione. Ne ero rattristata, ma con il sostegno della mia famiglia fondai l'organizzazione non profit Mentoring USA. Mio figlio Andrew nel 1987 ha fondato HELP USA, che si è esteso sotto la leadership di mia figlia Maria Cuomo Cole, attuale presidente. HELP USA è diventato il più grande costruttore, promotore e fornitore di alloggi transitori e servizi sul posto per gli homeless. Era chiaro dall'esperienza che i bambini compresi in HELP USA avrebbero beneficiato dalla relazione di “care” che Mentoring USA poteva fornire. Mentoring USA continua il modello originario New York State Mentoring Program, e si è esteso fino a diventare internazionale. Abbiamo appreso che sia i problemi dei giovani, sia l'efficacia del Mentoring nel risolverli sono davvero universali. Inoltre, mi ritorna spesso in mente una delle espressioni favorite di mio padre: "Tutto il mondo è paese."
Oggi Mentoring USA funziona come programma Mentoring per la scuola e la comunità. I mentori si associano alla comunità, alle scuole, al governo e al settore privato per formare un team unito a sostegno dei minori. Questi sforzi hanno motivato e incoraggiato migliaia di bambini a restare a scuola, evitare le droghe e le gravidanze indesiderate, e a guadagnare fiducia in se stessi e speranza per il futuro. Ogni bambino che ne beneficia è un piccolo miracolo. Quando ero la first lady di New York, ho fatto da mentore a due ragazzine albanesi. Ho incontrato Ely, una timida, chiusa bambina con limitata padronanza dell'inglese, quando faceva la quarta elementare. Mi affidarono Ely perché parlavo un po' di spagnolo. Andava bene in matematica, ma aveva problemi con le altre materie, specialmente in inglese e materie umanistiche. Per Ely, avere un'altra forte influenza di un adulto era cruciale; sua madre era sola, aveva una scarsa istruzione, e affrontava tutte le difficoltà di crescere i figli in solitudine. All'inizio Ely trovava difficile credere che qualcuno esterno alla sua famiglia volesse aiutarla. Mi guardava, e un giorno mi chiese. "Perché mi dedichi del tempo? Non ti piaccio neanche!". Faceva eco ai sentimenti di migliaia di bambini in tutto il paese che vivono in condizioni difficili, con una bassa autostima e con un cinismo tragicamente precoce sulla vita. Durante i nostri quattro anni insieme, Ely è cresciuta e maturata, e la nostra relazione è sbocciata. E' diventata più espressiva e sicura, si è diplomata all'Hudson Community College con l’obiettivo di sfruttare le sue competenze in campo economico per trovare lavoro in banca e continuare la sua istruzione. Ha compreso la differenza che un Mentore ha avuto nella sua vita, e ora è un modello per tre sorelle più piccole. Come Ely, Brittany, la seconda ragazzina a cui ho fatto da mentore, veniva da una famiglia monoparentale e aveva bisogno di sostegno esterno. Non studiava e doveva migliorare tanto le sue abitudini di lavoro quanto le competenze sociali. La relazione uno-a-uno che ha avuto con me le ha dato una diversa prospettiva della vita. Non solo Brittany ha beneficiato del nostro rapporto, ma sua madre, forse per la prima volta, si è resa conto di non essere più sola. Come Ely anche Brittany, ha accresciuto la fiducia in se stessa; ha sviluppato le sue capacità sino a trovare un lavoro part-time e adesso lavora a tempo pieno. Entrambe sono la prova, per me, che il Mentoring è una strategia di prevenzione primaria che può aiutare un ragazzo a fare bene a scuola e anche di più, con benefici a lungo termine per la Famiglia e la Comunità. Ciascuno coinvolto nell’azione di Mentoring trae soddisfazioni e crescita dai suoi successi; siamo anche tristemente consapevoli di quanti ragazzi stanno ancora aspettando un mentore. Negli ultimi tre anni, molti Enti hanno generosamente sostenuto i nostri sforzi; inoltre, tanti hanno contribuito e fornito assistenza all'espansione del Mentoring USA; Università e Associazioni in tutto il paese hanno stretto accordi di partenariato con noi e molte agenzie governative hanno supportato il modello. Negli anni tuttavia, la nostra più potente fonte di volontari mentori è stato il Dipartimento di Polizia di New York; dal 1997, più di 600 tra agenti e civili si sono prestati come volontari al compito di mentori, e sono la chiave di volta di alcuni dei nostri programmi. Molti che hanno terminato il Mentoring alla fine della scuola dell'obbligo, hanno ancora bisogno di una relazione di one-to-one nella scuola superiore. Stiamo costruendo contatti per i programmi Mentoring nelle scuole secondarie, che abbiano tra gli obiettivi, l'introduzione al mondo del lavoro, la preparazione al college, la fornitura di strumenti per la ricerca di un'occupazione e l'offerta del sostegno necessario ad aiutare gli adolescenti a preparare il proprio futuro.
Per più di un decennio abbiamo sollecitato le istituzioni a mettere l'infanzia e la gioventù tra le priorità del Governo. In anni recenti, un numero sempre più grande di esse ha risposto favorevolmente. Nell'aprile del 1997, il Presidente Bill Clinton convocò a Philadelphia il Summit Presidenziale per il Futuro dell'America, dove il Mentoring fu indicato come una strategia efficace per aiutare i ragazzi a rischio. Io partecipai per presentare Il Mentoring USA e la sua mission. Il summit rafforzò ciò che sapevamo da dieci anni di esperienza: offrire un mentore adulto a ciascun ragazzo può favorire il bambino sia negli aspetti scolastici, sia nella dimensione emotiva. E Hillary Rodham Clinton ha dato continuità con le sue iniziative di Mentoring alla Casa Bianca.
In questo periodo i Ragazzi a rischio soffrono molto di più, non a caso il presidente Barak Obama è intervenuto alle Nazioni Unite sostenendo che per contrastare il fenomeno della dispersione scolastica e del disagio giovanile bisogna fare più Mentoring (cfr. Obama/Biden plain). Ciò, trova conferma anche nell’ultima Conferenza della Casa Bianca, svoltasi nel giugno 2010 presso il New York Hilton Hotel, ove mi è stato richiesto, in qualità di major speakers, di offrire un contributo nell’ambito del Progetto “Accademic Achievement for succes” del Presidente Obama.
In quell’Assise, alimentata dalla presenza di Michael Bloomberg e di altri Sindaci delle città più importanti degli Stati Uniti, si è discusso delle problematiche giovanili e scolastiche convenendo che il Mentoring è la migliore soluzione per aiutare i Ragazzi e le Famiglie.
Per programmi come Mentoring USA e Mentoring USA/Italia, presieduta da Sergio Cuomo, il lavoro della ricerca di fondi può essere difficile, talvolta sconfortante, e sempre dispendioso in termini di tempo. Tuttavia, il numero crescente di storie di successo di Mentore e Mentee è tutto l'incoraggiamento di cui abbiamo bisogno per continuare. Il Mentoring è un investimento per la vita; i ragazzi si ricorderanno sempre dei loro mentori con gioia e gratitudine, e gli stessi mentori avranno un ricordo caro da custodire."